mercoledì 9 ottobre 2013

Jan Fabre
Stigmata.
Actions & Performance
1976-2013

a cura di
Germano Celant

15 ottobre 2013
9:30 – 21:30
MAXXI
Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Via Guido Reni
4,00196 Roma

Per-for-mance significa una persona
che per-fo-ra se stessa e il suo ambiente
New York, 20 febbraio 1982

Artista visivo e autore teatrale, Jan Fabre presenta per la prima volta al MAXXI le azioni e le performance dagli anni Settanta ad oggi: disegni, “thinking models”, collages, film, foto e documenti che costituiscono la base per ripercorrere le decine di performance e di azioni, sia private che pubbliche, realizzate in Belgio e all’estero.
La Galleria 4 del MAXXI ospiterà Jan Fabre: artista visivo e autore teatrale, noto per la sua opera innovativa e poliedrica. In una mostra curata da Germano Celant, storico e critico d’arte, Fabre presenterà per la prima volta le azioni e le performance dagli anni Settanta ad oggi. Disegni, “thinking models”, collages, film, foto e documenti costituiranno la base per ripercorrere le decine di performance e di azioni, sia private che pubbliche, che ha realizzato in Belgio e all’estero. Fin da giovane Jan Fabre è stato affascinato dall’idea di osservare, analizzare e sfidare il corpo. Quando all’età di diciotto anni vede le opere dei pittori primitivi fiamminghi e le loro rappresentazioni del corpo sofferente di Cristo, ha una rivelazione: per l’artista si trattava di Body Art. Fabre, già all’età di vent’anni, disegna utilizzando il proprio sangue, trascorre ore percorrendo da Nord a Sud la linea tranviaria di Anversa con il naso nelle rotaie, brucia i soldi degli spettatori nella “Money Performance”, si chiude nella sua Bic-Art Room di Leiden per tre giorni e tre notti, invita vari critici d’arte a sparargli nel Franklin Furnace di New York, prende in ostaggio il filosofo Lars Aagaard Mogensen a St. Louis e viene arrestato, trascorre quattro ore con Marina Abramovic in una gabbia di vetro al Palais de Tokyo di Parigi e recentemente si mette alla gogna nel Museo di Arte Contemporanea di Tokyo, esponendosi al lancio di centinaia di pomodori. Fabre pensa alla performance art come una ‘per-for-azione’ del corpo in relazione al mondo esterno, per esplorarne i limiti, le azioni e le reazioni, sia interne che esterne.

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